INFORMATIVA PER I CITTADINI
Come aiutare le iniziative sociali del proprio Comune di residenza destinando il 5 per mille
Si avvicinano le date di scadenza delle dichiarazioni dei redditi e molti contribuenti non sanno che possono destinare al proprio Comune la quota del 5 per mille dell’ imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione).
FIRMARE NON COSTA NULLA
Se non firmi per il 5 per mille non risparmi nulla
e non aiuti nessuno.
Le quote di 5 per mille che saranno realmente assegnate al Comune saranno esclusivamente quelle dei contribuenti che avranno fatto la loro scelta, firmando sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi o al CUD.
Se non firmi, le tue tasse andranno tutte nelle casse dello Stato.
Se firmi andranno al Comune e rimarranno a disposizione della Tua comunità.
Per destinare la quota del cinque per mille al Comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell'apposito riquadro, chiedi al tuo CAF o al tuo COMMERCIALISTA come fare.
FIRMA QUI E SOSTIENI LE ATTIVITA’ SOCIALI DEL TUO COMUNE, SE NON FIRMI NON RISPARMI NULLA E TUTTE LE TASSE CHE PAGHI VANNO DIRETTAMENTE ALLO STATO
Viticuso 10/05/2012
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ORARI DI APERTURA UFFICI
LUNEDI' - MERCOLEDI' 8:00/14:00 - 15:00/18:00
MARTEDI'- GIOVEDI' - VENERDI' 8:00/14:00
SABATO : CHIUSO
Il Comune di Viticuso, prevalentemente montuoso, è situato a 850 m s.l.m.
Il paesaggio è vario e suggestivo, le alture si intervallano ad ampie vallate con sentieri alberati, ideali per lunghe passeggiate.
La prima testimonianza di un insediamento abitativo risale al 1003, data incisa al lato della porta d’ingresso della Chiesa di S. Antonino;
Intorno al 1007 il Conte di Venafro iniziò la costruzione del Castello, sulla collina adiacente al Lago di Viticuso, proprio dove ora si estende il paese.
L’Abate di Montecassino però, ne ordinò la distruzione e, la ricostruzione da parte dei Conti di Venafro si ebbe intorno al 1031 e proprio uno di essi, il Conte Paldo ne donò una parte a Montecassino, mentre il trasferimento totale si ebbe nel 1105, attraverso un vero e proprio atto di donazione, (Convenzione tra l’abate Oderuisio e il Conte Ugone di Molise circa il castello di nome Viticuso) che a differenza delle altre donazioni fatte dal conte di Venafro a Montecassino, non si limitava solo ad un passaggio di proprietà, ma era una vera e propria alleanza militare, infatti donando Viticuso il conte di Venafro riusciva ad assicurarsi la difesa del resto del suo contado.
A quel punto Montecassino iniziò un vasto piano di sboschimento, bonifica e messa a coltura dell’intera zona, così da favorire l’immigrazione massiccia dei coloni, soprattutto dalle regioni vicine, (Ciò spiega la evidente somiglianza tra il dialetto viticusano e quello di alcuni paesi dell’alto Molise e dell’Abruzzo, come pure le evidenti differenze con quello di Acquafondata ) che si cominciarono a spargere nelle campagne.
Viticuso è caratterizzato anche da numerose masserie, che rappresentano, una testimonianza d’insediamento tipica dei Benedettini.
Nel XII sec., ci furono degli scontri con i conti d’Aquino che portarono l’Abate Gerardo, nel 1114 a fortificare Viticuso, attraverso la costruzione di solide mura e alte torri che rimasero fino alla fine del Medioevo.
Fu l’Abate Bernardo I Ayglerio a riordinare i possedimenti ed a fissare le norme amministrative, economiche e finanziarie che regolavano i rapporti tra abbazia e popolazione Viticusana.
Dopo una serie di eventi infelici, comprese carestie e terremoti, tra cui il più grave nella domenica del 1231, una lieve demografica ed economica ripresa si ebbe intorno al settecento.
Con decreto del 4 maggio 1811 il re Gioacchino Murat istituì il Comune di Viticuso con le frazioni di Acquafondata e Casalcassinese, ma con sede municipale a Viticuso.
Nel 1863 al comune fu data la denominazione di “Comune di Viticuso ed Acquafondata”, ma con deliberazione di Consiglio comunale del 25 febbraio 1869, la sede municipale fu trasferita nella frazione di Acquafondata.
Solo nel 1902 in seguito a forti ribellioni dei cittadini fu creato il Comune di Viticuso autonomo.
Successivamente nel 1927 si tentò di riunirli, ma il tentativo fallì, anche se entrambi entrarono a far parte della Regione Lazio e non più della Campania.
I fenomeni del brigantaggio, nato sotto forma di ribellione politica, e successivamente spinto dalla povertà del meridione provocarono gravi danni al territorio.
Il Governo italiano nel 1861 iniziò la repressione del brigantaggio in modo crudele e spietato, tanto che spesso ciò provocò la distruzione di interi villaggi.
Nel nostro villaggio il brigante più famoso, passato alla storia fu Domenico Fuoco (ladro assassino e stupratore) nato nel 1837 a S. Pietro Infine, il quale era considerato forte e pericoloso, ed era riuscito a sfuggire a chiunque avesse voluto catturarlo, ma in fine morì stupidamente ucciso nel sonno da un suo prigioniero che gli tagliò la carotide con l’arma del brigante stesso.
Testimonianze dell’esistenza del castello sono rimaste fino all’ultima guerra (1940-1945), quando le ultime tracce furono eliminate in quanto considerato pericolante.
POICHE’ VI SONO MOLTI EVENTI STORICI COLLEGATI CON LA BATTAGLIA DI MONTECASSINO, IL NOSTRO COMUNE E’ ENTRATO A FAR PARTE DEL “COMITATO BATTAGLIA DI MONTECASSINO”(del quale fanno parte tutti i comuni coinvolti)



